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Daniele Baglioni: la pubblicità, il design e la cultura del progetto

6 Marzo 2019

Daniele Baglioni: la pubblicità, il design e la cultura del progetto

Oggetti che incarnano storie, Daniele Baglioni, art director, racconta la sua personale idea di design. La cultura del progetto che trae spunto dall’universo della pubblicità fonda le radici nell’esperienza personale per tradursi in narrazione. Bello. è una supercollezione di prodotti che indaga negli insight del consumatore.

In tanti anni di professione ho conosciuto decine e decine di pubblicitari. Mi ha sempre colpito il fatto che a un certo punto della loro carriera nascesse il bisogno di sfondare gli argini della professione per declinare la creatività in altri ambiti. Succede anche a Daniele Baglioni, art director in un importante multinazionale dell’advertising. Incappo in Bello. e decido di fare con lui quattro chiacchiere per capire di più.

Ho sempre avuto il desiderio di sperimentare e giorno per giorno riempivo un file di pensieri e ambizioni. Ho cercato di capire quali idee avrebbero potuto essere realizzate. Ho fatto una selezione e poi un altra ancora“.

Inizia così il racconto di Daniele Baglioni e subito mi accorgo che il lavoro del pubblicitario e l’ambizione del designer sono in un dialogo aperto e continuo. Definisce Bello. una supercollezione. Ha un inizio ma non una fine. È aperta, non segue le stagioni, si arricchisce nel tempo. Non pensa che questo possa rendere meno decise i connotati e l’identità di una produzione. Tutti gli oggetti, quelli attualmente presenti e quelli che verranno, sono accomunati dallo stesso valore: prodotti come veicolo di comunicazione, l’unione di feedback visivo e funzione.

Chiedo se conosce Pierre-Marie Agin che sostiene dopo anni di minimalismo e design freddo c’è voglia di uno stile più narrativo. Si, ma tra i suoi tanti riferimenti quello di Bruno Munari è il più calzante.

La comunicazione e il progetto efficaci sono quelli più semplici. Difficile eliminare la complessità. Mi piace fare l’esempio delle Forchette di Munari, piccoli segni che parlano, raccontano, comunicano“.

Stessa visione che vale per ogni oggetto della supercollezione Bello.

Ognuno di essi è legato a un vissuto, un regalo fatto, qualcosa che ho scoperto, sono tutte esperienze che ho raccolto, messo da parte e che a un certo punto, negli anni, hanno preso una forma concreta, tangibile“.

Graphite è un anello, il diamante in grafite è un esempio di artigianato. Lavorato da mani esperte, segue il taglio classico ma per l’occasione ironizza diventando quasi un gioco. Quello che quasi sempre nei sogni è per sempre. Racchiude tradizione e innovazione, in resina nera è realizzato con stampa 3d ad alta tecnologia.

La supercollezione Bello. è per gli amanti della tradizione intesa nel senso più romantico del termine e qui si capisce che Daniele Baglioni parte dagli insight. La conoscenza della sfera sentimentale, delle emozioni e di ciò che muove le nostre azioni. Così come ON/OFF che, pur presentandosi come libretto da sfogliare, non ha nessuna ambizione autoriale.

Non mi cimento come scrittore, metto insieme elementi. Ho immaginato di raccontare qualcosa alla persona che si ama attraverso oggetti che hanno una vita propria. È un qualcosa che parla di amore universale. Potrebbe essere regalato da un genitore a un figlio o a una figlia. Una storia che parla attraverso i segni, il testo anche se essenziale, risulta quasi superfluo.

Un libro che puoi leggere anche se sei distratto da altro, ma se capisci che è un manifesto all’amore, hai fatto un passo in avanti“.

Per questo reputa che i suoi oggetti richiedano una partecipazione attiva.

La sedia soddisfa un bisogno ma ha un carattere passivo, gli oggetti che realizzo coinvolgono mentalmente e fisicamente.

Così anche HueCalendar, un calendario da parete. Per scoprire la data devi staccare il tassello che lo ricopre. Un omaggio al colore e alla stampa tipografica. Sono stati selezionati 365 font differenti per ogni giorno dell’anno.

Alla fine di una giornata particolare, importante se non addirittura memorabile, quel tassello lo stacchi e lo regali alla persona che l’ha condivisa con te per non dimenticarsene“.

Attualmente il pezzo di punta della supercollezione bello. è recipeBoard. Sarebbe troppo semplice e riduttivo definirlo per ciò che in realtà è, un tagliere. Nell’era di siamo tutti chef può accendere un momento di pura convivialità. Un esempio di food design che parte dai dubbi più comuni nella preparazione di ricette tipiche come l’Amatriciana, le Tagliatelle alla Bolognese e i Maccheroni alla Norma. Ogni sezione ha divisioni e aree geometriche che indicano gli ingredienti e corrispondono alla giusta quantità. Coprendo tutte le aree, la ricetta corretta è pronta!

recipeBoard soddisfa due bisogni quello della risposta al dubbio culinario e quello aspirazionale. Io personalmente in cucina voglio comporre e non solo mangiare, in questo modo il tagliere è uno strumento con il quale racconto me stesso“.

Uno strumento utile per apprendere e che sarà al centro di masterclass di Cooking Chef organizzate da Daniele Baglioni che, con recipeBoard sarà presente al Fuorisalone 2019 come progetto speciale, all’interno dell’iniziativa Food Design Stories il 9 aprile da Kitchen in via De Amicis a Milano.

Bello. è un brand che ha l’obiettivo di crescere lentamente e di consolidarsi nel tempo per essere meno fugace e più duraturo. Daniele Baglioni controlla direttamente la filiera rigorosamente corta e Made In Italy, sceglie gli artigiani in giro per l’Italia, esplora piccole realtà locali e laboratori. E l’industrializzazione?

Se si presentasse l’opportunità non la eviterei. Mi accerterei sulla qualità e sulla forma senza tradire valori e consumatori“.

I prodotti della supercollezione Bello. si trovano online sul sito bello.store e in via sperimentale anche in negozi fisici selezionati tra bookshop e concept store.